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domenica 29 gennaio 2012

Bova Marina: presentazione di "Reggio Calabria e dintorni"

Video realizzato dalla redazione di Mnews in occasione della presentazione del volume "Reggio Calabria e dintorni. Viaggio nella memoria storica dell'Area dello Stretto (Laruffa e Caravilla editori) tenutasi a Bova Marina (RC), presso la sala-convegni dell'I.R.S.S.E.C., il 28/01/2012.

giovedì 26 gennaio 2012

Diversamente viabili


Il fine del seguente articolo è quello di dimostrare scientificamente la superiorità delle strade antiche rispetto a quelle moderne sulla base del confronto fra due diverse epoche dello stesso tratto-campione, l'area della Costa Viola.

A3 SA-RC (XX-XXI sec. d.C.) fra Palmi e Campo Calabro:

1) dallo svincolo autostradale di Palmi a quello di Campo Calabro (40,0 km) si procede per «monocorsia» cioè, in altri termini, con doppio senso di marcia. Naturalmente i tempi di percorrenza, dato il traffico dei mezzi pesanti giornalmente diretti in Sicilia, sono notevolmente superiori ai 38 minuti indicati da Google Maps;
Immagine n. 1
2) risulta già chiuso al traffico da parecchi mesi lo svincolo autostradale di Santa Trada, mentre pare che nei prossimi giorni verrà chiuso quello di Scilla (per due/sei mesi), con il risultato che i veicoli diretti verso RC potranno imboccare l'A3 soltanto dal casello di Bagnara Calabra (percorrendo circa 34,1 km di «monocorsia», con tempi di percorrenza variabili in base al traffico) o da quello di Villa San Giovanni, seguendo la S.S. 18 Tirrenica Inferiore e quindi allungando a dismisura i tempi di percorrenza.

S.S. 18 Tirrenica Inferiore (XX sec. d.C.) fra Palmi e Villa San Giovanni :

Negli ultimi anni sono stati molteplici gli interventi franosi (vedi Immagine n.1) che hanno comportato la chiusura temporanea di questa arteria viaria fra Bagnara e Scilla, senza contare che numerosi punti critici di allerta si trovano inoltre fra Bagnara e Melicuccà e fra Scilla e Villa San Giovanni, sulla litoranea. In definitiva, basta qualche acquazzone passeggero per causare frane, smottamenti e dunque cospicui rallentamenti e tortuose deviazioni, oltre che ingenti pericoli per gli automobilisti in transito.

Via Annia (detta impropriamente Popilia), II sec. a.C., fra Tauriana e Rhegium:

Immagine n. 2
Si trattava di una strada lastricata (cioè percorribile da carri, una sorta di «quattro-corsie» dell'antichità, vedi Immagine n. 2), parte del cursus publicus, cioè la rete viaria pubblica sulla quale si svolgeva il traffico dell'Impero Romano. Congiungeva Capua a Rhegium in 475 km (vedi Immagine n. 3), dato di per sé emblematico dal momento che attualmente la distanza fra i due centri, percorrendo le autostrade A1 e A3, è di 518 km; limitandoci alla sola A3, fra Salerno e Reggio Calabria il tratto è lungo 443 km.
Immagine n. 3
La via Annia era dotata di stazioni intermedie di sosta, all'interno delle quali erano attivi i servizi di ristorazione e di cambio dei cavalli. Nel tratto in questione le stazioni si trovavano, poste a dodici miglia di distanza l'una dall'altra, in prossimità dei centri di Tauriana (odierna Taureana di Palmi), di Arciade (Solano Inferiore) e Ad Columna/Ad Statuam (Porticello di Villa S. Giovanni e non Catona), dove, in prossimità della zona abituale di traghettamento dello Stretto, si trovava anche un vasto centro termale, evidenziato dal particolare raffigurato nella Tabula Peutingeriana (una copia tardo-antica di una mappa romana della prima età imperiale, vedi Immagine n. 4).

Immagine n. 4
Il confronto o la synkrisis, per dirla alla Plutarco, che amava questo tipo di paragoni fra la strada romana e le arterie viarie moderne risulta totalmente squilibrato a favore della più antica delle due: i romani, sulla base delle competenze tecnico-scientifiche di cui disponevano, avevano probabilmente realizzato una rete stradale efficiente e, di fatto, dalle fonti non esiste alcuna menzione di centri urbani rimasti isolati, né a causa di eventi sismici, né in seguito a calamità naturali.
Al contrario, l'analisi del sistema di infrastrutture viarie esistente oggigiorno fra Palmi e Villa San Giovanni evidenzia un dato di fatto: la qualità dei collegamenti è nettamente inferiore rispetto alle capacità ingegneristiche dell'epoca; mentre passano i convogli ferroviari sotto il Canale della Manica, un automobilista bagnarese impiega oltre 50 minuti per coprire i 32,2 km che separano la cittadina tirrenica dal capoluogo di provincia, Reggio Calabria. Ciò delegittima la concezione di «area metropolitana», indicante invece un territorio contiguo caratterizzato dall'integrazione di funzioni e servizi a favore dei residenti, prospettiva inesistente se viene a mancare un proficuo sistema di trasporti. Se provassimo persino a non considerare le esigenze di studenti e pendolari limitandoci solamente a quelle degli utenti che, malauguratamente, avessero bisogno di recarsi in ospedale, allo stato attuale dei fatti, in caso di chiusura temporanea della S.S. 18, ci sarebbero 45/50 minuti di strada da fare prima di ricevere il primo soccorso.
Per tali ragioni, sarà opportuno ridefinirire lo status della Costa Viola, chiedendo alle autorità competenti di considerare la suddetta zona «diversamente viabile», smettendo altresì di attribuirle potenzialità di crescita economico-turistica, prospettive irrealizzabili in mancanza di una rete viaria efficiente.

Natale Zappalà

lunedì 16 gennaio 2012

ANTICHI SAPORI, NUOVE ECONOMIZZAZIONI: la zuppa di pane e latte


Esiste un modo per risparmiare in questi tempi di crisi e recessione, tagliare i consumi superflui e riscoprire antichi sapori, nonché vecchie tradizioni per lo più dimenticate? La risposta è sì.
Gli effetti della globalizzazione e della pubblicità hanno ormai rivoluzionato il modo di fare la prima colazione all'italiana: cornetti, snacks, merendine ricche di grassi e conservanti, cereali di ogni tipo e marca, sponsorizzati da questo o da quel personaggio famoso ritratto nella confezione. Ormai nel caffelatte si intinge di tutto: persino prodotti eccentrici come i marshmallows, cilindretti di cotone zuccherato, direttamente importati dagli States, vivido esempio di quella psicosi all'emulazione verso tutto ciò che viene mostrato all'interno dei telefilm americani di cui purtroppo sono sempre più affetti i nostri giovani.
Di zuppa di pane e latte non se ne parla più. Eppure, si tratta di una pietanza gustosissima, sana e nutriente, facile da preparare e, soprattutto, in grado di tagliare i costi. Basta scaldare un po' di latte, aggiungere, a discrezione del consumatore, caffè o cacao, e poi mettere all'interno del contenuto un certo quantitativo di pane avanzato dai giorni precedenti, meglio se di grano.
Il risultato è una zuppa ad alto valore energetico, da proporre anche come cena nelle fredde sere di inverno, dal gusto semplice ma squisito, in grado di far risparmiare l'acquisto di prodotti confezionati che potrebbero gravare sull'economia domestica.
Consiglio ai genitori: proponete la zuppa di pane e latte ai vostri figli: è buona, nutriente e conviene!

Natale Zappalà