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giovedì 29 settembre 2011

Bovesia: alla ricerca dell'identità perduta


Spesso si parte per luoghi esotici e lontani, dimenticando colpevolmente la strada verso casa; si cercano la bellezza o il fascino altrove, quando talvolta la magia che si agogna si trova a due passi da noi.
Paesaggi incantati rimasti sospesi nelle plurimillenarie storie che raccontano, identità smarrite di cui riappropriarsi, gente alla buona, famosa per quella squisita ospitalità un tempo chiamata xenìa: tutto questo, e anche di più, si chiama Bovesia.
Panorama di Bova Marina (RC)
Bova, Bova Marina, Palizzi, borghi antichi e ameni che nulla hanno da invidiare ad altre località peninsulari magari oggetto di flussi turistici costanti. Le istituzioni locali – i comuni, gli enti turistici e culturali e i semplici cittadini – stanno lavorando sodo e in sinergia per attirare nell'Area Ellenofona un pubblico sempre maggiore, organizzando eventi come il “Paleariza” o la novembrina “Festa del Vino” (che si terrà il prossimo 5 novembre al borgo di Bova), seminari di studio finalizzati a divulgare la ricchezza del patrimonio storico archeologico autoctono – particolarmente attivo, nella fattispecie, è il Centro Documentazione del Parco Archeologico “Archeoderi”, laddove sorgono le vestigia della seconda sinagoga più antica d'Italia dopo quella di Ostia – e ogni tipo di iniziativa in grado di rilanciare in grande stile la vocazione attrattiva di una zona che merita attenzioni maggiori e profonde, anche da parte del circuito politico provinciale e regionale.
Panorama di Palizzi
Saperi e sapori da recuperare e valorizzare dunque, per un territorio che appartiene di diritto alla regginità, essendo diretto erede della lingua e della cultura ellenica ivi presenti da tempo immemorabile. Il greco-calabro, infatti, discende dalla lingua di Omero importata dagli apoikoi calcidesi di Rhegion sin dalla fine dell'VIII sec. a.C.; un idioma che ha resistito per secoli alle violenze materiali e immateriali delle orde dei conquistatori venuti dal Settentrione. Ma Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi, Spagnoli, Francesi e Piemontesi non sono riusciti a seppellire del tutto gli orgogliosi retaggi di una grecità che in Bovesia emerge in ogni dove: dal fortino di San Salvatore al borgo di Bova, dalla valle dell'Amendolea alla gola profonda in cui si insinuano le acque del Palizzi, passando per la bianca spiaggia di San Pasquale ove la tartaruga caretta-caretta si reca a deporre le sue uova, incantata da tale suggestivo scenario.
Il panorama circostante visto dal Castello Normanno di Bova
Gli antichi Rheghínoi, Elleni per stirpe e per lingua, continuano ad abitare la Bovesia, autentico miracolo di sopravvivenza della nostra identità ancestrale, un posto magico e certamente meritevole di una visita, di un viaggio all'insegna delle proprie, vere, radici, che ogni Reggino di oggi dovrebbe compiere, semplicemente per ritornare a respirare l'aria salubre del proprio passato.


Natale Zappalà

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