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venerdì 29 aprile 2011

Reggio: segni di una città in campagna elettorale che fuma

La valorizzazione dei beni culturali locali, si sa, sta molto a cuore ai nostri rappresentanti politici o aspiranti tali: questo piccolo reportage fotografico – dell'incresciosa faccenda si sono occupati, in data odierna, anche i colleghi di Strill – lo dimostra. Si tratta della mostra open air “Segni della città che c'era”, ospitante alcuni dei più suggestivi elementi architettonici pertinenti ai palazzi signorili reggini crollati in seguito ai terremoti del 1783 e del 1908.
Ebbene, al fine di evidenziare l'estremo interesse, da parte dei politici reggini in piena campagna elettorale, nei confronti dell'esposizione sul Corso Garibaldi in particolare e dei reperti archeologici in genere, sono stati appositamente inseriti centinaia di «santini» elettorali all'interno delle teche.
D'altra parte, i singoli cittadini hanno legittimato la condotta dei loro candidati affiancando numerosi mozziconi di sigaretta al fianco di colonne smozzicate – l'avranno fatto certamente per questioni di affinità onomatopeica, visto che il mozzicone si abbina perfettamente con le colonne smozzicate! –, frammenti di architravi o antichi emblemi araldici.
Questo spettacolo indecoroso, indicativo del grado nostrano di civiltà, educazione e cultura, viene ognora esibito agli occhi di quei pochi visitatori che giungono sulle rive dello Stretto.

Non c'è che dire: se queste sono le premesse del tanto paventato «rilancio turistico», pur onnipresente all'interno della «lista dei desideri» della popolazione residente o fra gli innumerevoli buoni propositi di cui si compongono i manifesti programmatici delle varie componenti partitiche di destra, manca, alto, basso, ecologia e cristianesimo, c'è davvero da stare freschi!

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