SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

giovedì 23 settembre 2010

Reggio: Convegno promosso dal Circolo Culturale ''G. Calogero''

video
(Video-Intervista tratta da TeleReggioNews del 24/09/2010)

Si è tenuto ieri, 22 settembre, alle ore 17,30, nella Terrazza della Cultura sita in via S. Caterina 62 a Reggio Calabria, il convegno “Il tema della Regginità in relazione alle origini della città, al periodo romeo, al processo risorgimentale e al riscatto meridionalistico”, promosso dal Circolo Culturale “G. Calogero” e dal Centro Studi “F. Grisi”.
L'On. Fortunato Aloi, già Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione, ha fatto gli onori di casa, illustrando al nutrito pubblico presente in sala il filo conduttore dell'incontro: la regginità, ovvero le peculiarità sociali, culturali ed economiche che hanno contraddistinto la città dello Stretto ed i suoi abitanti in circa tremila anni di storia, dalle origini greche al Medioevo romeo, sino al XIX secolo ed alla Rivolta del 1970. Con questa iniziativa si è concluso – ha dichiarato l'On. Aloi – il ciclo di attività del Circolo “Calogero” per l'anno 2010.
Il Dott. Natale Zappalà, storico ed autore del volume “La Reggio di Anassila” (Leonida Edizioni), si è espresso in merito al concetto di regginità nel VI-V sec. a.C. : una precisa categoria giuridica che designava i cittadini di pieno diritto politico (Rheghínoi, in greco antico) e quindi in grado di partecipare al governo della polis, ma soprattutto modalità di gestione e di valorizzazione delle risorse e delle potenzialità politiche, economiche e strategiche locali. Modalità di gestione e di valorizzazione delle risorse territoriali reggine – ha proseguito Zappalà – che raggiungono l'apice, in termini di lucidità e coerenza di intenti, durante la signoria di Anassila (494-476 a.C.), quando la città dello Stretto, attraverso la conquista di Messina, di parte della piana di Gioia Tauro e di Capo Spartivento, si garantisce un effettivo controllo ambidirezionale delle rotte marittime dirette al Tirreno ed al Canale di Otranto, rafforzando inoltre la propria funzione di “avamposto fortificato nei confronti della Sicilia e della penisola italica”, così come scrisse (sul finire del I sec. a.C.) il geografo Strabone.
Il Prof. Daniele Castrizio, archeologo e docente dell'Università di Messina, si è poi soffermato sulle caratteristiche politiche e mercantili cittadine in età romeo/bizantina, quando la commercializzazione del vino dolce reggino in tutto il bacino mediterraneo ed il monopolio della seta grezza garantirono cospicue ricchezze ai Nostri Padri, prima che le razzie compiute dai Normanni con l'avallo dei vescovi di Roma e l'afflusso di migliaia di nobili stranieri senza soldi e senza terra, in epoca angioina ed aragonese, comportassero la graduale decadenza economica nostrana, insieme allo smarrimento ed allo svilimento delle vere radici storiche della nostra terra.
L'intervento dell'On. Aloi si è basato sulla rievocazione delle vicende cittadine nel periodo risorgimentale per poi concludersi con una profonda riflessione sulla Rivolta del 1970, probabilmente l'ultima, spontanea, rivendicazione della regginità, di un'identità perduta e calpestata alla cui riscoperta risulta imprescindibilmente legata la speranza di poter scrivere un futuro diverso e finalmente roseo, a beneficio dei posteri.

In foto, da sinistra a destra, Zappalà, Aloi e Castrizio.

Nessun commento:

Posta un commento