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lunedì 27 settembre 2010

Il primo storico di Occidente

Di Ippi, cittadino di Reggio fra VI e V secolo a.C., politico, oratore e storiografo, sono pervenute esclusivamente informazioni sporadiche, per lo più risalenti ad epoche successive.
La stesura delle sue opere può essere datata all'epoca delle guerre persiane (490-479 a.C.); probabilmente, prima del 494 a.C., anno dell'instaurazione della tirannide di Anassila nella città dello Stretto, egli partecipa alla conduzione governativa della polis in ossequio alla costituzione vigente, essendo uno dei Mille membri del Consiglio locale che, per censo, godevano dei pieni diritti politici.
Il lessico Suda, un'antica enciclopedia universale in lingua greca redatta nel X sec. in ambiente romeo/bizantino, tramanda i titoli delle opere che l'autore avrebbe scritto: Ktiseis (cioè una storia delle fondazioni di città, con ogni probabilità la storia delle fondazioni delle città greche di Sicilia ed Italia) in cinque libri, Sikelikà (Storia della Sicilia) in cinque libri, Chronikà (una sorta di storia universale basata su criteri annalistici) in cinque libri, Argolikà (storia della regione ellenica dell'Argolide) in tre libri.
Se l'attività letteraria di Ippi Reggino può essere circoscritta nei primi due decenni del V sec. a.C., egli costituisce dunque il primo storico (per ora conosciuto) di tutto l'Occidente, anteriore persino a coloro che vengono considerati come i “padri” della disciplina, Erodoto e Tucidide, i quali scrissero nella seconda metà del V secolo.
Il problema è rappresentato dal fatto che Dionigi di Alicarnasso (I sec. a.C.) non include Ippi nell'elenco degli storiografi antichi, né il suo nome viene citato dagli altri autori che si occupano delle vicende relative alla Magna Grecia o alla Sicilia.
La spiegazione più plausibile di tale enigma è che gli storiografi più recenti preferirono utilizzare come fonti gli scrittori siracusani come Antioco (V sec. a.C.) o Filisto (IV sec. a.C.) Siracusa era a quei tempi la città più influente dell'isola – e, successivamente, delle opere meno dettagliate ma maggiormente divulgative come le Storie di Timeo di Tauromenio o la Biblioteca Storica di Diodoro Siculo.
Del resto, le informazioni fornite da Ippi erano talmente minuziose da abbracciare persino delle menzioni circa l'importazione di un particolare tipo di vino in Sicilia, così come recita uno dei pochi frammenti dell'autore reggino riportati ne “I Deipnosofisti” di Ateneo (III-II sec. a.C.):
"Ippi di Reggio afferma che il vino denominato 'groviglio' era conosciuto come Biblian, e che Pollis di Argo – il quale divenne tiranno di Siracusa – lo importò dall'Italia."
Le continue scoperte, talvolta fortuite, di frammenti papiracei, ci rendono speranzosi circa la possibilità di saperne di più su Ippi, ma, per ora, ci si accontenti di divulgare che Reggio diede i natali al primo storico di Occidente; ammesso che la divulgazione della Storia Patria diventi finalmente un obiettivo alla portata delle iniziative e della preparazione del corpo docente locale.

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