SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

mercoledì 12 maggio 2010

Scende la roccia: il tratto autostradale è maledetto



Scende la roccia; così, storpiando ironicamente l'orecchiabile motivetto un tempo cantato da Gianni Morandi, si potrebbe riassumere l'ennesimo capitolo di quella saga fatta di disagi e sciagure mancate, convenzionalmente denominata Salerno-Reggio Calabria: la caduta dell'enorme masso sul tratto Santa Trada-Scilla.
Non è ancora stato accertato se il crollo del blocco ciclopico staccatosi dal costolone montagnoso sia stata una conseguenza determinata da “lavorazioni prive di autorizzazione” (così recita il comunicato ufficiale dell'ANAS) o se, diversamente, il tutto sia da ricondurre ad un naturale fenomeno di sgretolamento della parete rocciosa soprastante.
L'unica cosa certa è che lavori (autorizzati o privi di autorizzazione), cantieri, interventi continui e quindi pericoli mortali, deviazioni, chiusure, ritardi o congestionamenti del traffico automobilistico, fanno ormai parte della quotidianità per i pendolari e i viaggiatori che si accingono a varcare la SA-RC ed il suddetto tratto in particolare.
Dovremmo dunque adirarci ancora una volta, inveire contro il fato o le cattive gestioni degli esseri umani – novanta minuti per raggiungere Reggio da Bagnara è un'impresa che effettivamente farebbe impallidire persino Ulisse – quando invece, più saggiamente, si potrebbe, con un po' di fantasia, ricavare degli utili dalle sventure, incrementando inoltre il turismo e l'economia locali?
Ecco un'idea provocatoria da sottoporre al vaglio di pubblico ed istituizioni: la realizzazione del Parco Turistico “Tratto Autostradale Maledetto”. Basterebbe chiudere definitivamente al traffico l'autostrada fra gli svincoli di S. Elia-Melicuccà e Santa Trada, traformando le carreggiate, in entrambi i sensi, in sentieri escursionistici; il tutto a beneficio dei visitatori che accorrerebbero da ogni dove pur di ammirare il primo parco autostradale della storia.
Si potrebbero tradurre le statistiche reali relative alle centinaia di incidenti avvenuti lungo il suddetto percorso in termini di leggende arcane, quelle leggende arcane che così tanto successo riscuotono nel pubblico, sbancando i botteghini di cinema, teatri e spettacoli vari. In questo caso, si potrebbe raccontare ai turisti come Dio abbia voluto punire l'arroganza degli uomini, colpevoli di essersi arrischiati di costruire un'infrastruttura viaria sulle montagne, a dispetto delle condizioni logistiche ottimali per edificare sulla litoranea la via più breve, ma anche più noiosa e poco autoglorificante.
In buona sostanza, si tratta soltanto di strumentalizzare a fini pubblicitari la vecchia storia della superbia dell'essere umano che si vuole sostituire all'attività creatrice divina, dimostrando di essere in grado di far circolare le macchine sulle montagne; più gli uomini passavano gli anni a lavorare sul tratto maledetto, più la provvidenza provocava la caduta di frane, massi enormi e piaghe bibliche ai danni degli automobilisti sacrileghi. Se ha avuto successo il Frankenstein di Mary Shelley, pensate davvero che una leggenda così affascinante non possa portare un bel mucchio di quattrini a noi?
Del resto, profezie, maledizioni ed anatemi, non importa quanto attendibili o veritieri, fanno assai presa sul grande pubblico, come attesta il caso della colossale bufala legata alle previsioni Maya sull'ipotetica fine del mondo nel 2012. Non resta che inventarsi qualche aneddoto orrorifico relativo a spiriti inquieti che vagano fra carreggiate e guard-rail ed il gioco è fatto: in fondo, l'atmosfera lugubre necessaria per incrementare il livello di paurosità del futuro Parco Turistico – nebbia e vento a spazzare il selciato – le mette già a disposizione la natura; chi viaggia giornalmente fra Scilla e Santa Trada sa quanto queste affermazioni siano veritiere.
Insomma il Tratto Autostradale Maledetto potrebbe davvero rappresentare, in un futuro prossimo, una risorsa economica e turistica provvidenziale per la nostra provincia. Pensate ai turisti che comprano il biglietto d'ingresso, la pizza di Pellegrina, il gelato sulla Via Marina, i souvenirs al chioschetto e danno la mancia alle guide turistiche autoctone, capaci di far accapponare la pelle con le loro storie di terrore stradale. Col ricavato si potrebbe infine realizzare una nuova autostrada, più breve e funzionale, in modo da evitare di impiegare tampistiche inverosimili per coprire una manciata di chilometri.
Cari lettori, a volte le utopie e l'ironia sono un toccasana per la salute; anche perchè, quando ci passerà la voglia di scherzare, dovremo finalmente confrontarci con l'amara realtà: e allora, dopo la roccia, scenderanno pure le lacrime.

Nessun commento:

Posta un commento