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giovedì 11 marzo 2010

Morsani “calca” la mano: un'altra copia dei Bronzi si trova in Giappone


Un'altra copia dei Bronzi di Riace, per la precisione un doppione della Statua A (il più “giovane” dei due), sarebbe oggi esposta presso il municipio di Ito, in Giappone, donata dal Comune di Rieti alla cittadina nipponica, nell'ambito di un gemellaggio fra le due località, culminato nella donazione di una creazione dell'artista Kengi Shigeoka alla comunità laziale.
L'autore della nuova rivelazione è lo scultore reatino Dino Morsani, già autore delle copie dei Guerrieri custodite a Tebe, nell'androne del Palazzo dei Congressi.
Morsani precisa di avere ricevuto un regolare permesso di lavoro da parte dell'allora Sovrintendente Dott.ssa Elena Lattanzi, autorizzazione che gli consentì di procedere indisturbato – all'interno del Museo Nazionale della Magna Grecia, mentre la cittadinanza reggina incurante di quanto avveniva a Palazzo Piacentini, insorgeva per impedire la clonazione dei Bronzi in vista delle Olimpiadi di Atene 2004 – a realizzare dapprima una copia in plastilina, facilmente trasportabile, e poi il calco in gesso da cui – a Rieti, presso la fonderia personale di Morsani – ricavare, mediante la tecnica “a cera persa”, le copie dei nostri capolavori; quella di Ito sarebbe quindi la prima copia, in ordine cronologico, dei Bronzi, presto seguita dagli esemplari di Tebe. Una previa relazione dell'autore avrebbe inoltre informato dettagliatamente la Lattanzi circa le modalità di lavoro che il Morsani avrebbe intrapreso in corso d'opera.
Non sarà superfluo informare i lettori che si tratta pur sempre di opere realizzate a mano libera, facilmente distinguibili dagli originali, nonché infinitamente meno pregevoli a livello estetico.
Resta da capire come mai, e a quale prezzo, il Sovrintendente preposto, abbia così facilmente rilasciato l'autorizzazione a procedere al calco dei Guerrieri a Morsani, proprio mentre la città si mobilitava per impedire la clonazione dei suoi Tesori. Una vicenda che sarebbe rimasta segreta, se non fosse stato per le clamorose notizie rilasciate dal Prof. Moreno, lo scorso lunedì; per altro, lo stesso Moreno non faceva mistero della presenza di copie dei Bronzi a Tebe, dal momento che, leggendo la documentazione presente sul suo sito internet (www.paolomoreno.com), si trovano espliciti riferimenti alla presenza dei doppioni, ad opera di Morsani in Grecia: evidentemente, tutti sapevano, tranne i Reggini.
Si attendono con ansia chiarimenti in merito da parte della Dott.ssa Lattanzi; intanto, questa incresciosa situazione continua a tingersi di mistero e idiozia.

In foto, panorama della città di Ito (Giappone), ove sarebbe esposta un'altra copia dei Bronzi di Riace.

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