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giovedì 11 febbraio 2010

Itinerario Storico del Territorio Reggino in età antica

Il gruppo “Amici della Cultura di Bagnara Calabra”, in collaborazione il sodalizio “Rhegion Calcidese”, promuove, Venerdì 26 Febbraio 2010 - ore 17:30, presso la sala convegni dell'Hotel Vittoria di Bagnara Calabra (RC), una tavola-rotonda sul tema “Itinerario storico del territorio reggino in età antica”, a cura del Dott. Natale Zappalà, storico e giornalista divulgatore. Introducono il Dott. Salvatore Bellantone (saggista, laureato in Filosofia Contemporanea) e – per gli “Amici della Cultura di Bagnara Calabra”- l'Avv. Giovanni Golotta.

Scopo essenziale dell'evento – che verrà inoltre trasmesso in diretta streaming sul web per venire incontro ai non residenti in loco – è quello di sensibilizzare il pubblico alla luce della storia e delle tradizioni patrie, spesso ostracizzate dai programmi didattici nazionali e perciò pericolosamente esposte alla dimenticanza delle nuove generazioni. Tale proposito si concilia perfettamente con l'obiettivo principale del gruppo, cioè valorizzare e divulgare la cultura, in tutte le sue forme, all'interno della cittadina tirrenica.

Si intende per “territorio reggino in età antica” una larga fascia territoriale abbracciante la litoranea tirrenica e poi ionica, insieme alle principali arterie viarie di collegamento terrestre, comprese fra il corso del fiume Metauros/Petrace e quello dell'Alece/Palizzi in Bovesia.

Riscoprire le modalità di gestione e sfruttamento di questa regione, l'Italìa degli antichi, rappresenta una condizione assolutamente necessaria al fine di valorizzare e divulgare le vere radici storiche della provincia reggina, aldilà della mera erudizione e dei consueti, sterili, campanilismi che spesso influenzano lo studio del nostro passato.

Se, apparentemente, l'oggetto dell'iniziativa può far pensare alle solite carrellate di date e cronache, capaci di stimolare l'attenzione dei soli appassionati di antichità e grandezze perdute, il vero fine dell'iniziativa è quello di evidenziare l'aspetto probabilmente più significativo ed impressionante che il pubblico può cogliere dall'esame delle dinamiche storiche ed economiche inerenti il panorama reggino in età classica – il prolifico e razionale rapporto fra abitanti e territorio, nell'area dello Stretto.

Un interscambio continuo che si basava sulla necessità di ottimizzare delle fonti di sopravvivenza certamente inadeguate – scarsità di terre fertili, schiacciamento geografico fra mare e monti, difficoltà di approvvigionamento alimentare – sfruttando al meglio la posizione geografica di crocevia in seno ai circuiti commerciali mediterranei.

Un discorso quanto mai attuale, dal momento che oggigiorno, con il netto miglioramento delle competenze tecniche di cui dispone l'umanità, il modus vivendi che identificava gli Uomini dello Stretto sembra quantomai smarrito, sepolto sotto le macerie dell'indifferenza dei contemporanei, nonché svilito dalle molte direttive statali – riforme scolastiche in primis - pericolosamente orientate alla rimozione delle memoria storica del popolo meridionale.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

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