SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

mercoledì 27 gennaio 2010

Per non dimenticare: la storia del Dott. Giovanni Borromeo

In occasione del Giorno della Memoria, vorrei raccontare ai lettori una vicenda umana indicativa della supremazia dell'ingegno sulla cieca sopraffazione, quella del Dott. Giovanni Borromeo.

Medico romano (1898-1961), durante l'occupazione nazista della capitale, riuscirà a salvare le vite di oltre un centinaio di ebrei, ricoverandoli presso i locali dell'Ospedale Fatebenefratelli sito all'Isola Tiberina. Il Borromeo ebbe l'arguzia di inventare di sana pianta una patologia altrimenti inesistente, il Morbo K – la cui iniziale richiamava ironicamente il cognome del tedesco Kappler, il tenente-colonnello comandante dei servizi segreti SS a Roma, nonché principale responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine – al fine di giustificare la degenza ospedaliera dei finti pazienti. Grazie a tale espediente, l'eroico medico risulta oggigiorno annoverato fra i Giusti fra le Nazioni in Israele, titolo onorario che spetta ai non-ebrei distintisi per eroismo durante la Shoah, mettendo a repentaglio la loro stessa vita.

Il gesto di Giovanni Borromeo è ancor più valorizzato dal terribile destino al quale andarono incontro gli ebrei romani – ricordiamo che l'Italia, a differenza di altri paesi europei, non vantava radicate tradizioni antisemitiche, e che gli ebrei italiani, perfettamente integrati fra la popolazione da diversi secoli, avevano persino combattuto le guerre risorgimentali – nel biennio 1943-45: la comunità giudaica di Roma conta probabilmente, in proporzione, il maggior numero di vittime rispetto alla consistenza numerica dei residenti e, soprattutto, in relazione al lasso di tempo intercorso fra la deportazione e l'internamento nei lager e la fine della seconda guerra mondiale; senza fare troppe statistiche, basti pensare che sui circa 1024 ebrei romani rastrellati il 16 Ottobre 1943, soltanto sedici persone riusciranno a ritornare a casa.

Il “non dimenticare” costituisce, ragionevolmente, il motto che anima il Giorno della Memoria; peccato che oggigiorno dovremmo tutti iniziare ad EDUCARE, dal momento che le nuove generazioni – escludendo quegli idioti che ancora fondano gruppi su Facebook inneggiando al razzismo e alle discriminazioni fra esseri umani – non riescono ad andare oltre qualche frase di circostanza sull'Olocausto, degna dei “pensierini liberi” di seconda elementare o dei propositi che le sgavettate proferiscono durante i concorsi di bellezza.

Non dimenticare”, purtroppo, non basta. Bisogna COMPRENDERE. Se il termine “genocidio” non è ancora scomparso dall'uso linguistico corrente, ciò dimostra l'assurdità della pretesa di voler imparare dalla Storia, quando l'unico comune denominatore del passato è sempre e solo la stupidità dell'uomo.

Di volta in volta possono cambiare gli argomenti, ma la stupidità terrà il suo tribunale in eterno”. (Ernst Jünger)

In foto,il Dott. Giovanni Borromeo.

Nessun commento:

Posta un commento