SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

domenica 10 gennaio 2010

Dio salvi Shakespeare

Shakespeare era di Bagnara? Sissignori, fra le tante balordaggini proferite da una società sempre più ostile al corretto utilizzo del metodo storico-comparativo – consistente, in sintesi, nel comprovare con prove inconfutabili le proprie affermazioni -, circola anche questa baggianata.

Ma da dove ha origine tale, spaventosa, scemenza? Occorre ringraziare ancora una volta l'infaticabile opera di disinformazione culturale attuata da scadenti (a mio giudizio, è ovvio) programmi televisivi come Voyager; qualche tempo fa, il conduttore, Roberto Giacobbo, aveva illustrato al pubblico la visionaria tesi del siciliano Iuvara, risalente agli anni Venti del '900, relativa all'identificazione dell'autore de Otello o Romeo e Giulietta con un tal Michel Agnolo Florio, messinese di nascita e poi emigrato in Inghilterra alla fine del '500.

Un'ipotesi molto pubblicizzata di recente, ma – ahinoi – del tutto priva di adeguati riscontri sul versante scientifico. Ciò nonostante, i lettori bagnaresi avranno certamente osservato che il cognome Florio ricorda quello della stirpe di imprenditori – in primis il senatore Vincenzo, nato nel 1799 a Bagnara – destinati a costruire una grande fortuna finanziaria in qualità di armatori e produttori di marsala, nel corso del XIX secolo.

Dunque se Michel Agnolo Florio, messinese del secondo '500 è Shakespeare e - i Florio del '700-'800 sono originari di Bagnara – ne consegue che uno dei più grandi scrittori di ogni tempo non può che avere radici bagnaresi; onestamente, ci vuole davvero buona volontà a definire la suddetta fesseria, per altro deturpata da un evidente anacronismo, nonché indifferente a qualsiasi pretesa di attendibilità storica, col termine sillogismo.

Dal canto mio, vorrei ricordare ai lettori che la Storia è una SCIENZA che si basa sulla ricostruzione ragionata – ma non degenerata – degli avvenimenti. Che poi la forma esteriore della Storia sia squisitamente letteraria, ricordando altre forme di rappresentazione artistica, ciò non deve mai farci sconfinare nella fantascienza o, peggio ancora, nell'idiozia.

D'altronde, il territorio reggino vanta così tante verità storiche, affascinanti, coinvolgenti, oggettive, inconfutabili, ma – ahimè – vergognosamente ignorate dal pubblico, che mettersi a trattare dell'origine bagnarota di Shakespeare equivale ad una sorta di suicidio culturale di massa, il rimedio perfetto alle tanto agognate speranze di rilancio turistico della nostra, sventurata, patria.

Lungi dalla soluzione dell'enigma iniziale – chi era davvero William Shakespeare? - non possiamo far altro che sperare, citando il celebre inno inglese (God save the King/Queen), che Dio salvi, insieme al Re o alla Regina, anche lo sfortunato e misterioso scrittore.

Nessun commento:

Posta un commento