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lunedì 14 dicembre 2009

L'origine del nome Italia


Oggigiorno, il termine Italia definisce, in accezione giuridica, uno stato che abbraccia, geograficamente, la penisola nella sua interezza, dalle Alpi alla Calabria, insieme alle isole di Sicilia e Sardegna. Anticamente, tale toponimo designava la sola estremità meridionale della penisola, dall'istmo lametino-squillaceo al Capo Spartivento.
Ma qual è l'origine del nome Italia? I Greci, per spiegarne l'etimologia, ricorrono al mito, la loro memoria storica più remota. Il toponimo viene connesso con il passaggio di Eracle/Ercole in Occidente. Si racconta che l'eroe, dopo avere sottratto la celebre mandria di buoi di Gerione, nell'isola di Trinacria (l'attuale Sicilia), giunse sulle rive dello Stretto di Messina. Un vitello fuggì dal branco per poi gettarsi in mare; Eracle fu dunque costretto a guadare l'intero canale per catturare l'animale fuggiasco, approdando infine presso quel promontorio che, anticamente, portava il nome dell'eroe: il Capo Eracleo, oggi noto come Spartivento. Da allora, l'intera regione venne chiamata Italìa, cioè “terra del vitello (uitalos-vitulìa)”.
Si tratta, a ben vedere, di una leggenda elaborata a posteriori dai Greci, quando essi avevano già provveduto a fondare le numerose poleis di Sicilia e Magna Grecia. Il mito, nella fattispecie, serviva a giustificare e legittimare il possesso del territorio ab antiquo. Gli Elleni erano dei veri e propri specialisti del settore: grazie ai loro strumenti di propaganda – religione, miti e leggende – riuscivano a presentare i luoghi che occupavano come lande incontaminate e selvagge, mentre il loro arrivo coincideva spesso con la conquista cruenta e la conseguente estromissione delle componenti indigene dal territorio. E' il caso di Reggio, laddove la tradizione rimanda l'origine del toponimo cittadino al verbo greco ρήγνυμι, “rompere/divellere”, in riferimento alla presunta separazione, causata dagli eventi sismici, fra Sicilia e Calabria; classico esempio di strumentalizzazione, dal momento che la corretta etimologia del nome rimanda al termine italico regium, nel senso di “città del re”.
L'Italia era infatti abitata prima dell'arrivo dei Greci, sino all'ultimo quarto dell'VIII sec. a.C., dagli Ausoni, popolo di stirpe italica, che tante tracce archeologiche hanno lasciato nei luoghi della provincia reggina (basti ricordare i reperti provenienti da Taureana di Palmi o dai Piani alla Corona), la cui memoria leggendaria si lega al regno di Eolo e dei suoi figli, in particolare Giocasto, il primo fondatore di Reggio.
Un'altra leggenda di dubbio fondamento storico lascia risalire l'origine del nome Italia ad un sovrano eponimo (che da il nome), appartenente al popolo degli Enotri, provenienti dall'Arcadia greca; sostanzialmente, un altro tentativo di rivendicare, da parte degli Elleni, il possesso del territorio, sin dalle epoche più remote.
Qualunque sia il significato corretto del toponimo, è certo che l'antica Italia, prima dei Greci, fosse popolata da varie tribù autoctone, alcune delle quali – i Siculi e i Morgeti – continuarono ad abitare le alture aspromontane persino dopo l'arrivo dei Greci di Rhegion. La conquista romana, infine, avviò e concluse il processo di espansione dell'accezione geografica del termine, che finì per abbracciare il Lazio, l'Etruria e la Pianura Padana, sino al confine naturale delle Alpi.

In foto, la protome di vitello, simbolo del mito di Eracle e dell'origine del nome Italia, immagine monetale reggina di inizio V sec. a.C.

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