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lunedì 7 dicembre 2009

Le Terme sotto la Banca d'Italia

Il Corso Garibaldi, a Reggio Calabria, val bene una visita, e non soltanto per lo shopping, data la presenza dei numerosi edifici, capaci di raccontare le pagine del nostro passato.
Davanti ad un noto ritrovo – famoso per la qualità degli aperitivi – all'incrocio con via Palamolla, sorge il palazzo della Banca d'Italia. Il turista o l'appassionato possono, oggigiorno – seppur sbocconcellando l'ennesima crespella – documentarsi in merito ai reperti archeologici rinvenuti in loco, leggendo il pannello informativo messo a disposizione dall'Assessorato alla Cultura, che si trova presso l'entrata della Banca.
In quest'area sorgeva la sontuosa residenza che Dionisio il Siracusano si fece erigere dopo la conquista della città nel 387 a.C., dopo un assedio durato ben undici mesi; lo stesso tiranno avrebbe piantato i famosi platani, presso l'attuale Lungomare Falcomatà.
La rifondazione di Rhegion in Phoebea (= la città di Apollo) nel 356 – ad opera di Dionisio II – e la successiva riconquista delle libertà cittadine, coincisero con la rifunzionalizzazione dell'edificio in Ginnasio, luogo di istruzione e centro ricreativo della gioventù reggina.
In epoca romana, lo stesso Ginnasio dovette essere adibito a stabilimento termale, così come attesta l'iscrizione latina rinvenuta nel sito, che commemora la ristrutturazione dell'impianto in seguito ad un evento sismico, promossa dal governatore (corrector) di Lucania e Bruttium, Ponzio Attico, sotto gli imperatori Valentiniano, Valente e Graziano, nel 374 d.C.
Rhegium era allora il capoluogo della regione e – a pochi stadi di distanza dalle terme, presso l'attuale Piazza Italia - doveva trovarsi il foro urbico, con tanto di residenza del governatore: il lastricato di età romano-imperiale emerso dagli scavi, la scorsa settimana, costituisce la prova decisiva in proposito.
Attendiamo l'esito delle ricerche, condotte dalla Sovrintendenza, per saperne di più sul profilo storico della Reggio romana. Frattanto abbiamo riscoperto insieme un altro tassello del mosaico della plurimillenaria storia del nostro territorio.

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