SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

mercoledì 25 novembre 2009

Il Principio della Deviazione

Sessantacinque minuti – da casello a casello – per coprire la distanza di circa trenta chilometri, esistente fra lo svincolo di Reggio Calabria/Via Lia e quello di Scilla.
Qualora qualcuno di voi se lo stesse chiedendo – no, non viaggiavo a piedi; sono stato semplicemente uno spettatore entusiasta del Principio della Deviazione, un fenomeno fisico-matematico in cui ci si imbatte spesso, specie servendosi del sistema di comunicazione stradale reggino e calabrese.
In base a tale principio, scoperto e collaudato dall'avv. Giacomo Mancini, durante un lungo periodo di studi, fra il 1962 e il 1974, il numero di deviazioni è costruito sul quadrato degli automobilisti: quindi, ogni dieci vetture che imboccano la Salerno-Reggio Calabria, ci saranno almeno cento tratti soggetti a cantieri a lungo termine. Recentemente, è possibile visionare gli effetti del Principio della Deviazione persino sulle strade statali, specie durante la stagione invernale, seppur – in termini matematici – occorra calcolare la variante del meteo, insieme a quella del numero dei viaggiatori; si tenga inoltre conto che, al fine di mostrare agli appassionati la validità perenne del fenomeno in questione, le autorità competenti hanno preferito mantenere la vecchia S.S. 18 a costo di prolungati e costosi interventi di razionalizzazione, piuttosto che progettare un rapido ma noioso percorso a gallerie.
Il Principio della Deviazione ha inoltre consentito ad altri, eminenti scienziati, seguaci del Mancini, di formulare nuovi teoremi sulla cosiddetta soggettività del tempo. In sostanza, sulle strade calabresi il rapporto spazio-tempo risulta direttamente proporzionale al ritardo accumulato nella chiusura dei cantieri. Se il cantiere “x” deve ultimare i lavori di manutenzione su un tratto A-B entro trenta giorni, dopo due mesi, un pendolare percorrerà il suddetto tratto nel doppio del tempo solitamente impiegato.
Su queste carreggiate – proclamate, ragionevolmente, patrimonio storico-culturale locale, in quanto esibiscono fosse, mulattiere e curve a gomito risalenti al XX secolo – in cui svaniscono magicamente i consueti sistemi di misurazione delle grandezze fisiche, si sprecano persino le indagini di carattere sociologico, dal momento che è stato quantificato un tasso del 90 %, relativo agli automobilisti identificati da una concezione libera, personale ed anti-dogmatica del codice stradale. La maggioranza dei calabresi si ribella all'immobilismo delle regole e di quel mostro di barbarie, denominata coscienza civica. Il rispetto della legge fa ormai parte di un passato preistorico, figlio di una società idolatra e colpevole di disconoscere le grandi conquiste del Terzo Millennio: Individualismo Sfrenato, Ignoranza, Apparenza e Anarchia.
Perché dunque lamentarsi di una situazione che alimenta così tanto il progresso della ricerca scientifica? Dobbiamo tutti inchinarci dinanzi al nostro illuminato sistema di gestione stradale, anche perché – chi, come me, viaggia solitamente attraverso i nostri incantati luoghi, lo sa – esso rappresenta una risposta vincente agli allarmanti indici di natalità, alla base dei problemi demografici europei. Se, infatti, nel resto del continente domina la crescita zero, da noi, le madri degli idioti – l'idiota è il prototipo dell'autista moderno, il cui segno particolare è l'insofferenza al rosso semaforico – sono sempre in dolce attesa, preservando la conservazione della razza umana.

Nessun commento:

Posta un commento