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venerdì 30 ottobre 2009

Il mestiere del pendolare

Esiste una nutrita componente di opinione pubblica che vede nella prossima realizzazione del Ponte sullo Stretto una sorta di risoluzione provvidenziale ai disagi dei pendolari. Una prospettiva ingenua ma comprensibile. Il reggino che viaggia per motivi di studio o lavoro, si trova sovente invischiato in un'odissea giornaliera (con tutto il rispetto per l'eroe omerico, che almeno si trovava a lottare contro ciclopi e sirene, evitando di azzuffarsi con orari sballati e scogli per le strade) fra arterie stradali oppresse da cantieri secolari ed inestinguibili, collegamenti ferroviari perennemente soggetti a ritardi o a deprecabili condizioni sanitarie delle infrastrutture.
Viaggiare per routine, nella nostra provincia, rappresenta ormai l'anticamera dell'invecchiamento precoce. Chiedete ai pendolari che ogni giorno si recano a Catanzaro, l'unico capoluogo regionale d'Italia raggiungibile con sangue e sudore, affrontando un'implacabile sveglia mattutina che gareggia col più mattiniero dei galli, per poi affogare fra rallentamenti, soppressioni improvvise dei servizi, situazioni di ordine pubblico disperate e chissà quanto altro di sconvolgente; troverete miriadi di esposti alle autorità competenti e nessuna miglioria.
Se l'Area Metropolitana dello Stretto dovrebbe costituire una florida realtà, così non è per le migliaia di pendolari - chi scrive lo è da più di cinque anni - costretti a solcare il canale fra la quasi totale impossibilità logistica a recarsi agli imbarcaderi, fra carreggiate fatiscenti, semafori e sensi unici violati dai soliti idioti partoriti da fretta e madri sempre gravide, pericoli di caduta massi, per poi trovarsi a sgomitare stipati, all'interno dell'unico aliscafo attivo agli orari di punta.
L'ottimizzazione dei collegamenti è una conquista imprescindibile per la crescita economica di un territorio. Chiedete agli antichi Romani costruttori di strade ancora oggi praticate: dalla riduzione di spazi e distanze geografiche dipende lo sviluppo consapevole di una regione. E' necessario che la popolazione residente apra gli occhi e cominci a protestare contro l'appaltocrazia, i soprusi e l'indifferenza, al fine di riaffermare e tutelare il nostro diritto di prosperare.
Ci sono lavori urgenti da effettuare sulla Statale? Benissimo. Esigiamo che un cantiere sia operativo giorno e notte, con gli opportuni straordinari retribuiti, a patto di consegnare il lavoro ultimato alla scadenza del contratto, altrimenti si paghi la penale. Così funzionano le strategie di razionalizzazione del settore in uno stato veramente moderno e civile.
Trenitalia e le aziende private di trasporto terrestre e marittimo si coordinino sulla base delle esigenze degli utenti che pagano sostanziose tasse, abbonamenti e biglietti vari; che tutti comincino a prevenire ed eventualmente attrezzarsi per le situazioni di emergenza.
E' chiaro poi che ogni cittadino debba acquisire una spiccata coscienza civica, affinché siano osservate le regole basilari della convivenza e dei comportamenti consoni a preservare la dignità dell'essere umano - non sporcare, non guastare, non violare, rispettare se si pretende rispetto.
La situazione dei pendolari è grave, urgente, complessa. Perciò è opportuno che ciascuno di noi cominci a rivolgere lo sguardo qualche metro oltre il proprio comodo deretano, per iniziare, insieme a cooperare per un avvenire migliore.

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