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venerdì 2 ottobre 2009

Ancora sui Bronzi, in questa valle di lacrime

Cari lettori, mi sembra opportuno, in questi giorni di pioggia e fango caduti sul suolo e sulla cultura dello Stretto, sospendere i miei articoli di approfondimento storico per levare una nuova voce di protesta. Chi scrive ha avuto modo di segnalare a più riprese e con adeguata tempistica i pericoli legati ad una chiusura biennale del Museo Nazionale della Magna Grecia, le ingenti perdite economiche che la città e la provincia di Reggio Calabria avrebbero subito. Il risultato è stato un cumulo di indifferenza, come capita spesso nel nostro territorio per tutte quelle problematiche che non riguardano balletti, spogliarelliste, gossip, sagre mangerecce e talent show.
Questo clima generalizzato di ignoranza e strafottenza verso l'avvenire, nostro e dei nostri figli, è un fattore che certamente svilisce e disillude persino il più ingenuo degli ottimisti. Per questo, all'indomani della decisione di inviare i Bronzi a Roma, ufficialmente per via di un "check-up" (così è stato definito) noto solo a pochi eletti, molte personalità da sempre impegnate sul terreno della valorizzazione e della divulgazione delle nostre radici storiche hanno deciso di chiudere blogs, riviste cartacee o telematiche, e in generale di recidere qualsiasi contatto con il grande pubblico, rinunciando a quel progetto di cooperazione consapevole che costituiva la speranza più rosea per chi, come me che sono il più misero degli svalutatissimi e disinteressati ricercatori, credeva davvero nel futuro sviluppo del settore culturale e turistico locale.
Si tratta di una scelta che, personalmente, non sento di disapprovare. L'esperienza ed una certa pratica della società infetta in cui vivo mi hanno perfettamente convinto che sgolarsi per affermare valori sacrosanti, denunciare soprusi e mistificazioni che, seppur riguardando un ambito bistrattato dai molti come la ricerca storica, spiegano in parte le ragioni delle nostre croniche carenze politiche, economiche e culturali, non serve assolutamente a nulla.
Credo più che mai nell'inutilità di smascherare le strumentalizzazioni di qualche idiota ansioso di dimostrare che il trasferimento dei Bronzi sia un affare di destra o di sinistra. In realtà, cari amici, i Guerrieri di Riace possono diventare una questione politica nel momento stesso in cui si esula dal dato reale ed indiscutibile: le statue greche costituiscono una delle più grandi risorse economiche del nostro territorio. Il loro eventuale spostamento coinciderà con un grave colpo per gli interessi culturali, economici e turistici della città e della provincia di Reggio Calabria. Tradotto nei termini che la totalità di voi preferisce, vorrà dire che non verrà nessuno ai vostri balletti, che nessuno comprerà i vostri gelati o pernotterà nei vostri alberghi, che nessuno verrà a degustare le vostre frittole o a cospargersi di essenza al bergamotto. Potrete organizzare eventi grandiosi, notti bianche, sagre delle melanzane o spettacoli caraibici, ma state certi che qualunque visitatore che si arrischierà a sbarcare presso le nostre sfortunate latitudini chiederà dei Bronzi di Riace. E' andata così, in questi anni di apparente miglioramento della ricettività turistica locale, qualsiasi evento non è stato altro che un contorno gradevole ma marginale, sullo sfondo della misteriosa attrazione che i due Guerrieri esercitano sulle folle (visionate pure le recenti statistiche relative all'affluenza al Museo e poi mi darete ragione). Questa, a meno che un bronzo non faccia il saluto romano e l'altro alzi il pugno chiuso, è la questione reale ed incontrovertibile e, come tale, è aliena da qualsiasi lordura politica.
Eppure parlarne non serve a nulla. Forse una nuova petizione e migliaia di firme alla fine bloccheranno il trasferimento dei Bronzi a Roma (a proposito, ma la nuova soprintendente non ha spiegato il perché di questo "check up" improvviso, né quale misterioso morbo affligge le statue…), ma basterà meno di un attimo per ritornare sulla questione. Esempio: i Bronzi monopolizzano, ragionevolmente, il dibattito, eppure ancora nessuno si è chiesto che fine faranno il Kouros, la Testa di Basileia o il Filosofo di Porticello mentre il Museo sarà chiuso.
Tutta fatica sprecata. Parole disperse. Eppure io credo ancora nella forza dell'esempio. Un esempio ed uno sforzo indirizzato soprattutto ai bimbi. Quei bimbi delle elementari che invece di guardare le nudità dei Bronzi si informavano minuziosamente sulla loro identità. Quei bimbi ancora troppo giovani per essere risucchiati dal vortice di consumismo che regna sovrano fra gli adolescenti, ancora troppo ingenui per rendersi conto del qualunquismo e del servilismo dei propri genitori, non ancora sufficientemente smaliziati per comprendere le contraddizioni della terra che li ha partoriti. Per tali ragioni, cari lettori, io ho deciso di continuare a scrivere, a valorizzare e a divulgare. Nel mio piccolo, è chiaro, perché non voglio attribuirmi eroismi che spettano a ben altre fisionomie di esseri umani. Lo faccio soprattutto per i bimbi, e per quei pochi che mi leggeranno. Perché loro possono cambiare le cose; o forse mi piace solo sperare che sia così.

2 commenti:

  1. Sono molto contenta che almeno lei abbia deciso di continuare a divulgare la storia reggina, mi raccomando non si arrenda.

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  2. Le richieste del comitato a salvaguardia dei bronzi di Riace paiono trovare risposta. Martedi prossimo, intanto, a Palazzo San Giorgio, è stato convocato un tavolo interistituzionale che mira ad individuare una soluzione

    per la sistemazione delle statue nel periodo di chiusura per lavori di restauro del Museo Nazionale. Intanto sembra che prendano corpo le soluzioni alternative alla partenza dei bronzi sotto forma di creazione di un gabinetto di restauro in loco e, poi, tramite la collocazione dei guerrieri in un luogo idoneo, in città, al pari degli altri reperti del Museo che potrebbero essere suddivisi in mostre specifiche da distribuire sul territorio.
    strill.it

    Forse non è tutto perduto, la città dorme ma il legame(inspiegabile o forse spiegabilissimo) con i Bronzi è forte

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