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lunedì 24 agosto 2009

I luoghi insoliti del nostro territorio: le mura della Collina degli Angeli di Reggio

La riscoperta e la valorizzazione dei luoghi più misteriosi ed evocativi del nostro territorio risulta oggigiorno indispensabile al turista e alla sempre più ristretta cerchia di appassionati di antichità e leggende nostrane, visto che saremo privati del Museo Nazionale della Magna Grecia per circa un anno e mezzo, per via dei lavori di ristrutturazione, già in corso. Ovviamente non si è mobilitato ancora nessuno per impedire questo sopruso. Per noi, addetti del mestiere, non si tratta di una sorpresa: se si fosse trattato di feste della birra, parmigiane, sagre della patata, spogliarelliste o saggi di danza, saremmo tutti qui a firmare petizioni e a prendercela con tutti; ma ormai l'arte e la cultura si identificano nella nuovo identikit del Reggino medio, "panza, tavola e presenza".
Tuttavia, quei due-tre turisti che, a partire dall'Ottobre 2009, giungeranno a Reggio, Scilla o Bagnara, non potendo ammirare i Bronzi o il Kouros, dovranno pur visitare qualche luogo interessante, magari dopo una lauta cena a base di suppressata e pasta con la scuzzetta. Dunque perché non recarsi, a Reggio Calabria, in via Collina degli Angeli, non distante dal Santuario di Sant'Antonio, ad ammirare i resti delle mura ellenistiche dell'antica polis?
Si tratta di alcuni frammenti della cinta muraria in mattoni crudi, realizzata nel IV sec. a.C., dopo la rifondazione del 356. Nonostante l'altisonante denominazione di "Parco Archeologico", in realtà il manufatto è segnalato da un solo cartello e, per raggiungerlo, occorre insinuarsi in una stradina in salita posta fra due condomini, uno dei quali è dotato di un superbo cancello automatico che si addossa su un muro vecchio di duemilaquattrocento anni, resistente a tutti i grandi terremoti ma non alla stupidità dei residenti. Nella stessa area è stata rinvenuta, alcuni decenni or sono, un'edicoletta votiva, una Vittoria alata originariamente posta sopra le mura, presentante l'iscrizione greca "TRIS NIKA", cioè tre volte vittoria, in ricordo dell'eroica resistenza dei Reggini ai tentativi di conquista di Pirro e Annibale (due volte); gli attacchi dei celebri condottieri, documentati dalle fonti storiografiche, furono presumibilmente sferrati in quel preciso settore.
Il forte impatto emotivo che questo miracolo di sopravvivenza del nostro passato suscita nell'osservatore, costituisce la motivazione più valida per cui, nonostante l'effettiva lontananza del sito dai centri ricreativi e commerciali del Corso Garibaldi e del Lungomare Falcomatà, vale la pena regalarsi un'escursione alla Collina degli Angeli. L'atmosfera cupa e gli echi lontani di battaglie sanguinose che legano i brandelli delle mura reggine ad alcuni momenti culminanti della storia antica, destano, persino nelle personalità maggiormente lucide e razionali, un inquietante senso di stupore, insieme alla spiacevole sensazione di sentirsi mozzare il fiato. Non a caso, gli abitanti del quartiere riferiscono di udire urla agghiaccianti e clangori metallici, localizzate nell'area delle mura. Personalmente, non sono abituato a dare credibilità a ciò che non si può accertare con le armi della scienza, ma ritengo che la diffusione di tali leggende metropolitane potrebbe giocare un ruolo positivo nell'ottica della conoscenza e della valorizzazione di un bene culturale così affascinante. D'altronde, il Museo Nazionale della Magna Grecia, dall'Ottobre 2009, rimarrà chiuso al pubblico, soprattutto perché non siamo capaci di far sentire le nostre voci di protesta, se non quando si tratta di balletti, gossip ed abitudini mangerecce; tanto vale approfittare dell'opportunità di apprezzare uno di quei luoghi insoliti ed alternativi di cui fortunatamente il nostro territorio è ricco.

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