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lunedì 26 gennaio 2009

L'età aurea di Reggio: considerazioni storiche sulla monetazione di Anassila

Martedì 24 Febbraio 2009, alle ore 18 avrò l'onore e il piacere di tenere, presso la saletta del chiostro della Chiesa di S. Giorgio al Corso di Reggio Calabria, un incontro-convegno sul tema "L'età aurea di Reggio: considerazioni storiche sulla monetazione di Anassila".
Da un punto di vista strettamente economico, la moneta antica costituisce uno strumento di pagamento e di quantificazione del valore, nonché un valido mezzo di accumulazione della ricchezza. Tuttavia, il fascino coinvolgente irradiato dalla numismatica in qualità di disciplina ausiliaria alla storia emerge soprattutto in relazione allo studio iconografico e stilistico delle immagini impresse sui vetusti esemplari metallici.
I tipi e i sistemi ponderali adottati dalle autorità emittenti denunciano ognora l’esistenza e la delimitazione spaziale e cronologica di circuiti politici e commerciali, oltre a riflettere il patrimonio culturale e religioso di città e popoli, il gusto e la sensibilità artistica del tempo in cui sono collocati.
Pertanto, la divulgazione delle recenti acquisizioni cognitive sul terreno della storia della monetazione reggina di età classica si rivela oggigiorno ancor più preziosa ed urgente, specie alla luce del cronico processo di sottovalutazione del nostro glorioso passato cittadino da cui sembrano irrimediabilmente affetti i posteri.

Al fine di incrementare il livello di interesse della conversazione, corredata da una presentazione multimediale che faciliterà la lettura delle immagini, si prenderà in esame proprio il periodo aureo della Reggio antica, il suo momento di massimo fulgore politico ed economico, gli anni della tirannide di Anassila (494-476 a.C.), con le relative emissioni monetali.
L’analisi iconografica condotta sulle serie identificate dalla testa di leone e dalla protome di vitello, battute fra il 494 e il 480 a.C. rivela una lunga serie di rapporti politici, commerciali e culturali, intrattenuti da Reggio con le più prospere città elleniche dell’epoca. La testa leonina identifica infatti le serie in elettro emesse da Mitilene a Lesbo fra la fine del VI e gli inizi del V sec. a.C., dove talvolta l’immagine si può ricavare dall’unione di due conii raffiguranti due vitelli visti di profilo, nonché le contemporanee monete di Cuma campana e di Elea. L’animale compare altresì, insieme alla protome di vitello, sugli esemplari di Focea, sovente in sintonia con Rhegion in qualità di partner politica-commerciale privilegiata, e su alcuni nominali battuti da un grande centro fornitore di argento dell’attuale Midi francese come Massalia.
Il successivo ridimensionamento politico di Anassila (480 a.C.), seguito alle annose e controverse lotte di potere che lo oppongono, insieme ai Cartaginesi, ai tiranni di Siracusa ed Agrigento, segna un’ulteriore mutamento iconografico dei nominali delle città dello Stretto, con l’adozione della biga di mule al galoppo e della lepre scattante. Una tipologia che verrà mantenuta dai peloritani persino dopo la caduta della tirannide e che si segnala per una spiccata originalità rispetto alle “quadrighe” siracusane, originalità che evidenzia degli intriganti risvolti propagandistici inerenti il dualismo fra Reggio e Siracusa, immortalati dall’arguta ironia del commediografo Epicarmo.
Infine, il ritrovamento di alcuni esemplari apparentemente battuti a nome di Locri, città confinante e sempiterna nemica dei Reggini, identificati dall’iconografia biga mulare/lepre, potrebbe far luce su una delle pagine più oscure della storia nostrana, il periodo di lotte civili che dilaniò la città, contrasti rammentati da Tucidide e Giustino e seguiti all’abbattimento della tirannide anassilaica nel 461/460 a.C.
In definitiva, la scelta di un simbolo monetale è sempre giustificata da motivazioni storiche e consente spesso di illuminare la memoria degli avvenimenti laddove tacciono le voci degli antichi autori, magari stimolando l’insorgere di una costruttiva e necessaria volontà di conoscere più approfonditamente il nostro passato. Ringrazio sentitamente l'Associazione Culturale Anassilaos per l'ennesima possibilità concessami di divulgare alcuni dei più affascinanti e poco noti argomenti inerenti la plurimillenaria Storia degli Uomini dello Stretto. La mia conversazione avrà una durata di circa trenta minuti, ai quali spero seguirà un costruttivo dibattito con i presenti. Invito ufficialmente tutti gli utenti interessati a partecipare ed, eventualmente, a discutere sull'argomento, a non lasciarsi sfuggire questo appuntamento.