SU QUESTO BLOG NON SI PUBBLICANO COMMENTI ANONIMI

sabato 22 novembre 2008

L'Enuma Elish

L’Enuma Elish è un lungo poema teo-cosmogonico in forma metrico-poetica, di cui esistono 4 diverse redazioni (paleo-babilonese, neo-babilonese e due versioni assire) pervenute in 7 tavolette, il cui nome deriva dalle prime due parole del testo (“Quando in alto….”); esso esprime la giustificazione teologica dell’ascesa di Marduk, dio-nazionale babilonese, al vertice del pantheon mesopotamico, in parallelo con l’ascesa politica di Babilonia, agli inizi del II Millennio A.C.. Per quanto concerne le fonti, si tratta sicuramente di un riadattamento di tradizioni mitiche precedenti di origine sumerica :il dio babilonese assume pertanto le stesse prerogative di una divinità sumerica, Enlil, di cui prende il posto in alcune imprese, ovvero la sconfitta di Tiamat, il mare primordiale, dal cui corpo squarciato emergono il cielo e la terra; successivamente Marduk procede all’ordinamento e alla armonizzazione del mondo, “fissando i destini”, ossia le prerogative e gli ambiti di competenza degli dei.
L’Enuma Elish, è un testo “canonico”, ossia promanato da un luogo di culto e segnato dall’autorità di una casta sacerdotale, che nel contesto mesopotamico è depositaria della elaborazione, conservazione e divulgazione del patrimonio mitico-religioso nonché del rapporto fra la rievocazione del mito e la prassi cultuale; infatti l’Enuma Elish veniva recitato in occasione della Festa di Capodanno o Akitu, al fine di chiudere l’anno precedente, inaugurare il nuovo anno e stabilire i destini di dei e uomini; così come la divinità aveva avuto un ruolo decisivo nella vicenda cosmica, stabilendo le prerogative delle divinità e il rapporto fra uomini e dei, così la rievocazione rituale del poema rinnovava per un anno la protezione divina sulla città e stabiliva il destino del re; nel mondo mesopotamico il re è infatti il depositario di tutte le forze vitali della comunità e del territorio, e l’Akitu implicava la sua detronizzazione, la sua umiliazione ed infine la ricostituzione della figura reale; in altri termini il re veniva riportato alla sua situazione originaria, caotica ed indistinta ma poi veniva investito di tutte le sue funzioni atte a garantire la vita della comunità.
L’origine nel mondo nell’Enuma Elish è strettamente connessa con l’attività produttiva dei principi primordiali, attraverso genealogie di coppie divine a partire dalla coppia delle acque primordiali Apsu-Tiamat; le divinità più giovani tentano di reagire all’egoismo degli archai, e cioè a mutare la situazione caotica-primordiale: Ea attraverso pratiche magiche (ossia scongiuri e manipolazione di sostanze specifiche) riesce a sconfiggere Apsu; sarà Marduk, figlio di Ea, a sconfiggere il mostro Kingu e Tiamat, dal cui corpo straziato sorgeranno il cielo e la terra e a procedere all’ordinamento e all’armonizzazione del mondo attuale, fissando le competenze di dei e uomini. Per quanto concerne l’antropogonia nell’Enuma Elish l’uomo è plasmato col sangue di una divinità uccisa; la sua funzione è sostituire una cerchia di divinità minori nel lavoro e nel sostentamento degli dei; emerge dunque una “colpa antecedente” che determina il rapporto attuale uomini-dei, quello cioè dell’uomo come “schiavo del dio”.

Nessun commento:

Posta un commento